chi siamo

OFFICINA GRAFFE

Ci siamo conosciuti a Roma nell’ottobre 2019, al Corso principe per redattori editoriali di Oblique Studio.

Questo finora è l’unico dato incontrovertibile. 

«Piglia quel che ti somiglia», recita un detto polacco; «gli opposti si attraggono», ribatte la nostrana saggezza popolare: noi ce ne infischiamo del già noto e ci posizioniamo comodamente nel mezzo.

Nel condividere gli intensi mesi di formazione ci siamo riconosciuti diversi per provenienza, storie personali, caratteri e letture; tuttavia qualche segnale indicava a tutti e quattro la stessa direzione:

  • un certo grado di eclettismo, assai utile nello sterminato orizzonte di letture possibili e letterature inventabili;
  • una curiosità vorace;
  • un’oscillazione a ritmo di rumba fra leggerezza e serietà;
  • una propensione al limite del patologico per il non finito (che si tratti di discutere più di quattro ore sulla legittimità di giudicare un libro dalla copertina o di ragionare su una modalità operativa anche a progetto consegnato e lavoro finito).

O forse, a tenerci insieme è stato solo il fatto di essere sempre gli ultimi a tornare a casa.

E insomma, perché officina graffe?

Perché queste caratteristiche, banali se prese da sole o se riunite in un solo individuo, quando sono cucite su quattro persone editorialmente temerarie, che lavorano insieme combinando le loro competenze e soprattutto le loro diversità, fanno una casa editrice intera.

Dicono di noi:

«Graffe, come le parentesi? Ma si usano in grammatica?»

«Ma non si dice “graffette”?»

«Ah! Il senso è che tenete tutto insieme come le graffe che hanno le parentesi quadre, poi le tonde…»

«Ah, no, aspetta, è come dire che spillate tutto insieme, giusto?»

«Caruccio graffe, sembra “giraffe”.»

«Officina graffe… e che vor di’?»

«Carino… graf alla francese, no?»

«Le graffe quelle fritte?»

«Sembrate una specie di Wu Ming degli uffici stampa.»

Lo sguardo individuale illumina, quello collettivo sviscera, ed è a questa collegialità che attribuiamo l’efficacia del nostro approccio al testo.

Anna Colafiglio

Pugliese d’origine, ha collaborato con l’Istituto per il Teatro e il Melodramma della Fondazione Giorgio Cini per i progetti editoriali e con la Mostra del Cinema di Venezia per l’ufficio stampa. È stata assegnista di ricerca all’Università Ca’ Foscari e ha lavorato come organizzatrice per il teatro e la danza. Ha seguito il percorso di formazione editoriale di minimum fax (2018) e il Corso principe per redattori editoriali di Oblique Studio (2019).

Maria D’Ugo

Abruzzese, si è laureata in Italianistica a Bologna. Ha lavorato come redattrice correggendo manuali di letteratura italiana per Zanichelli e manga giapponesi per Star Comics. Nel 2019 ha frequentato il Corso principe per redattori editoriali di Oblique Studio, in seguito al quale è stata tirocinante per Dino Audino editore. Collabora con le Edizioni dell’Asino come correttrice di bozze.

Nicolò Cattaruzzo

Ha studiato polacco e russo a Venezia, dove è nato. Nel 2019 ha seguito il Corso principe per redattori editoriali di Oblique Studio e nel 2020 ha impaginato ebook, valutato manoscritti e corretto bozze durante uno stage da Cliquot edizioni. Nel 2020 ha realizzato il sito di Abbot edizioni. Sa che gli scacchi non sono lo specchio della vita ma ogni tanto qualche risposta utile la ricava anche da lì.

non sai se facciamo per te?
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